Clear it first

Applichiamo a noi stessi le regole che usiamo per voi.

Le regole e i controlli che applichiamo ai documenti dei nostri clienti li applichiamo prima a noi stessi. E i controlli sulle norme che citiamo non correggono da sé: segnalano, e la correzione la decide e la firma una persona — come chiede la legge a chi offre un servizio intellettuale, dove l'IA serve alle «attività strumentali e di supporto» e prevale il lavoro intellettuale della persona (art. 13 della legge 132/2025).

Ogni settimana

I controlli girano da soli, che ci sia qualcuno o no

Ogni lunedì mattina due controlli automatici guardano le norme che citiamo nei rapporti: uno chiede se il testo delle fonti è cambiato, l'altro se sono usciti decreti, linee guida o atti che ne discendono. Ogni lunedì mettiamo alla prova il nostro strumento con istruzioni nascoste rivolte al sistema di analisi, e conserviamo ogni giro in un archivio che tiene tutte le versioni: un risultato non si può sovrascrivere in silenzio.

La cadenza è fissa e non dipende dalle nostre uscite: legare un controllo a un evento che capita più volte al giorno lo trasforma in un ostacolo da aggirare. Un rapporto arriva anche quando non c'è niente di nuovo, perché «non ho guardato» e «ho guardato e non c'era» sono cose diverse.
Due controlli + 1

Le macchine segnalano, la persona decide

I due controlli sono automatici, ma da soli non correggono niente: non toccano l'indice delle fonti, non riscrivono un rapporto, non cambiano un giudizio. Producono un elenco di segnalazioni, e il «+1» è la persona che le legge, decide quali sono vere e firma la correzione. È la stessa regola che la legge chiede alle pubbliche amministrazioni che useranno l'IA: la persona resta l'unica responsabile del provvedimento (art. 14, comma 2, della legge 132/2025). Non la chiediamo a voi senza applicarla a noi.

Il motivo non è prudenza formale. Un controllo che corregge da sé rende invisibile quanto spesso sbaglia, e il numero di volte che sbaglia è l'unica cosa che dirà se sta peggiorando.

Prima di questi controlli ci sono due numeri che abbiamo trovato noi, e che restano veri. Riaprendo i PDF di cinque analisi vere abbiamo contato 41 pagine sbagliate su 329 citazioni: nessun cliente se n'era accorto, nessuno ce l'aveva chiesto, e oggi il prodotto le corregge da sé. E lo stesso programma, sugli stessi identici documenti, non dà due volte esattamente la stessa lettura: misuriamo di quanto si sposta, asse per asse, e lo teniamo sotto controllo a ogni versione.

Come sono fatte le prove d’attacco

Teniamo anche un registro degli errori: ogni difetto che troviamo, come l'abbiamo trovato, quanto è rimasto e che cosa abbiamo fatto dopo. È il documento che racconta meglio di ogni altro come lavoriamo, e lo stiamo preparando per questa pagina.

Che cosa facciamo dei vostri documenti

Da dove si comincia

Che cosa non vi chiediamo

  • Nessun questionario da compilare.
  • Nessuna riunione per spiegarci quello che fate.
  • Nessun documento da scrivere per noi.
  • Nessun accesso ai vostri sistemi.

Che cosa basta

  • I documenti che avete già.
  • Li scegliete voi: quelli che contano per come state adottando l'IA.
  • Li caricate voi, dalla vostra postazione.

Poi l'analisi gira da sola: una ventina di minuti, anche con un documento da trecento pagine. Non dovete restare sulla pagina: quando è pronto, il pacchetto arriva per email.

Inizia

Oppure scriveteci: staff@maketransparent.ai